La statua più nota e più amata della città è Cumil (pronuncia: Ciumìl), anche detto il Guardone ( pare che sbirci i passanti, e le passanti, dal basso verso l’alto), lo strano personaggio con l’elmetto che fa capolino da un tombino all’angolo tra via Panská e via Laurinská. C’è anche un cartello stradale di “man at work”. che avvisa gli automobilisti che sopraggiungono; Cumil, infatti, a motivo della sua bassa statura e scarsa visibilità è stato più volte… investito). La testa di Cumil è liscia e luccicante, residuo delle mille carezze quotidiane che riceve. Una tradizione popolare vuole che una donna che tocchi il naso di questo buontempone rimarrà incinta entro l’anno.
Non si sa con precisione chi fosse davvero questo Cumil: se un leader della resistenza slovacca contro l’occupazione sovietica o un simbolo del popolo che cercava di sfuggire ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale nascondendosi nelle fogne, come tante chiacchiere popolari hanno continuato a sostenere negli anni. Illazioni stroncate tutte, però, dal suo creatore, l’artista Viktor Hulík, il quale ha dichiarato invece che Cumil è una “figura assolutamente anonima e inventata, che doveva ricordare il benessere, il sorriso e il buon umore che un tempo prevalevano in questa zona”. Viktor Hulik (nato nel 1949) è un artista contemporaneo, principalmente associato all’astrazione geometrica; è slovacco ma è conosciuto anche all’estero, soprattutto in Ungheria e in Repubblica Ceca (mostre degne di nota sono state al Museo d’arte moderna di Mosca, a Parigi e alla Galerie Lindner a Vienna).



