Quando misi piede per la prima volta a Milano – gennaio 1972 – resistetti quindici giorni. La città era brutta, grigia, inquinata. Triste. Almeno, così sembrava a me che provenivo dalla città del sole. Ci tornai un paio di anni dopo, per restarci definitivamente, quando si dice il destino. Oggi Milano è tutt’altro; elegante, curiosa, dinamica, internazionale. Si va riempiendo di giovani, di palazzi moderni, di quartieri vivaci. Ha le sue periferie, come tutte le capitali, e questo è un problema, soprattutto perché Milano è mediamente una città ricca, così che un po’ di generosità non guasterebbe.

Soprattutto, Milano è una città assai verde, piena di parchi grandi e piccoli, di strade alberate. A dispetto dei numerosi grattacieli che continuano a sorgere non solo in centro, si trovano ovunque villette, giardini condominiali; quasi tutti i percorsi riservati a tram e autobus sono alberati. Mancano i fiori, è vero; forse perché i milanesi ritengono di non avere il tempo per occuparsene. Così, abbiamo una città assai verde però quasi senza fiori. Così, qualcuno sembra sorprendersi quando ogni anno – fra marzo e aprile – spuntano glicini un po’ dappertutto. Glicini lilla, blu, viola, persino bianchi. Si stendono lungo le cancellate, si arrampicano sulle facciate, raggiungono i piani più alti degli edifici, diffondono il loro profumo un po’ dappertutto. Glicini curati da giardinieri esperti ma anche glicini “spontanei”, nati forse da semi portati dal vento.
Da cinque anni inseguo, per fotografarli, i glicini di Milano. Il primo anno sono partito tardi; dapprima pensavo di realizzare un libro fotografico sui glicini milanesi; poi, mentre il numero delle piante repertate cresceva, ho deciso che avrei cercato, catalogato e fotografato tendenzialmente tutti i glicini di Milano. Ma a quel punto le piante erano già in piena fioritura da alcuni giorni. Spulciando i siti specializzati avevo individuato un repertorio vicino alle 70-80 piante, così che l’impresa mi sembrava complessa ma non ardua. Non mi sono meravigliato, quindi, quando al termine della fioritura avevo già fotografato una settantina di piante e ne avevo lasciate una trentina per l’anno successivo.
Tuttavia, nonostante la buona volontà, il secondo anno di ricerca (2022) ha presentato tre problemi. Il primo: la fioritura era incominciata in anticipo e così, pur avendo programmato per tempo il lavoro, non ho avuto a disposizione i giorni sperati. Il secondo: la fioritura è stata assai modesta, così che molte piante avevano più foglie che fiori e sono sfiorite rapidamente; ho fatto tanti viaggi a vuoto in giro per la città. Il terzo: una ricerca molto attenta mi ha portato a raggiungere tutte le piante già “schedate” ma me ne ha fatto incontrare, in gran numero, parecchie nuove e impreviste. Così, alla fine del secondo anno disponevo di un repertorio di circa 160 piante, tutte catalogate e fotografate, però, quando la fioritura è terminata avevo da raggiungere e fotografare ancora almeno cento glicini. Sono stati quindi necessari un terzo e un quarto anno di ricerca – anni 2023 e 2024 – per aggiornare ancora il Repertorio dei glicini milanesi. Ma a questo punto, in un misto di sgomento e di esaltazione e lavorando di fino con Google.maps, ho scoperto ancora dozzine e dozzine di piante, in ogni stradina di Milano, sulle altane, al riparo da pesanti cancelli e dietro discrete schermature di giardini piccolo e meno piccoli. Tanto lavoro è stato comunque compensato dal fatto che quello che trovate in questo sito è di gran lunga il Repertorio più ampio e completo, con le immagini e la individuazione logistica di oltre 600 piante (per la precisione: 653 alla fine di aprile 2025), pari a oltre sei volte qualsiasi altro repertorio esistente, in libreria oppure in internet. Ciò nonostante, non penso affatto di avere catalogato tutti i glicini milanesi. È assai probabile che un bel numero mi siano sfuggiti, magari nel chiuso di cortili dove non ho mai messo piede, oppure su alte terrazze invisibili dalla strada, piante ignote ai post di facebook. Milano – contrariamente al luogo comune che la vuole “grigia” e “funzionale al lavoro” – è una città ricca di villette che in primavera esplodono di colori e di profumi, di viali alberati, di piccole stradine e strade private, con casette “all’inglese” dove il verde è abbondante e ben curato, con intere facciate lungo le quali si arrampicano piante, piacere per gli occhi e per l’olfatto.
Non saprei dirvi perché mi sia nata questa curiosità. Forse perché sin da bambino amavo collezionare figurine di calciatori e francobolli, poi ho collezionato biglietti da visita (sono giunto a possederne diecimila), penne stilografiche e tante altre cose; collezionare mi affascina e questi glicini di Milano non fanno eccezione.
Non penso affatto che questa collezione sia terminata; come ho scritto più sopra, questo sito raccoglie 653 piante a fine aprile 2025 ma magari, con gli anni, diventeranno molte volte tante, chi lo sa. Per il momento, posso dire che i glicini di Milano si moltiplicano soprattutto nel Municipio 7 (zona San Siro), con 112 piante, seguito a brevissima distanza (111 piante) dal Municipio 3, zona est della città. Seguono il Municipio 6, zona Sudovest (95 piante) e il Municipio 2, zona nord/nordest (86 piante). Utilizzando i Codici di avviamento postali, il Cap che “detiene” più glicini è il 20129 (Città Studi/Lambrate/Venezia (45 piante).
Studio d’inverno (soprattutto su google.maps, i glicini si vedono benissimo dall’alto) e batto la città in primavera con la macchina fotografica. Imposto programmi giorno per giorno. Razionalizzando i percorsi, imparando a evitare i giorni e i percorsi dei camion della raccolta rifiuti e, per quanto possibile, le strade dove si concentra ogni giorno il maggior traffico. Ho appena terminato il quinto anno di una ricerca incominciata nel 2021, convinto che ci siano ancora parecchie piante da scoprire.
Il traffico urbano, in effetti, si è rivelato il maggiore ostacolo. Milano vive di traffici e di relazioni, e subisce quotidianamente un pendolarismo che non ha uguali in Italia. È stato calcolato – mediante gli accessi all’area B, che segna il confine della Milano dei traffici – che ogni giorno entrino in Milano 680 mila auto (oltre i 580mila pendolari che utilizzano il servizio ferroviario di Trenord) e altrettante se ne vadano la sera. Un traffico che si concentra sulle tre tangenziali della città (che ha pianta circolare) e sui principali assi di scorrimento radiali. Tradotto in sintesi: a Milano quella che si chiama velocità commerciale è inferiore, per le automobili, rispetto a quella delle biciclette.
Contiguo al problema del traffico c’è quello dei parcheggi. Ne occorrerebbero almeno il doppio di quelli esistenti; migliaia, forse decine di migliaia. Le automobili in doppia fila, le auto parcheggiate sui marciapiedi, lo stesso traffico (la ricerca di un posto dove lasciare l’automobile prende spesso più tempo dello spostamento puro e semplice), per non parlare dell’inquinamento che ne consegue, sono tutte figlie di quest’unica (poco comprensibile, dal mio punto di vista) carenza.
Così, pur sapendo esattamente dove si trova la pianta, non basta arrivare a destinazione per scattare le fotografie: spesso la ricerca di un posto dove lasciare la macchina, magari anche in doppia fila con le frecce direzionali accese, ha preso più tempo di quello dedicato agli scatti.
Un ulteriore ostacolo è l’inquinamento visivo; auto e veicoli vari in sosta, anche sui marciapiedi, cartelli stradali, fili sospesi di tram e filobus, insegne dei negozi: fotografare alcuni glicini in maniera decorosa spesso si rivela proibitivo; scontrandosi, anche, con la necessità di “ambientare” il singolo scatto, affinché il luogo sia riconoscibile, sia pure in maniera discreta.
Un altro ostacolo ancora si sono rivelati …. i numerosi errori contenuti nei repertori online: numeri sbagliati, strade con nomi simili confuse fra di loro. A mo’ di esempio segnalo l’indirizzo “via Pallavicino 12”, comune a molti repertori che potete trovare online sui glicini milanesi. Bene, a via Pallavicino non esiste il numero civico 12 e nessun portinaio della zona ha saputo indicarmi l’esistenza di una pianta di glicine sulla parete di una casa o in un cortile in quest’area. Eppure, l’indirizzo ricorreva in più di un repertorio, in uno addirittura con tanto di fotografia. In quel caso ho cercato la fonte della foto, ho rintracciato il fotografo che aveva fatto lo scatto e l’ho contattato, scoprendo che la didascalia pubblicata era sbagliata, si riferiva a un glicine della vicina via Pagano. Glicine, peraltro, non più esistente (la foto risaliva a qualche anno prima); nel frattempo la facciata del palazzo era stata rifatta, e il glicine abbattuto. In queste condizioni, la ricerca ha assunto in alcuni momenti le caratteristiche di una vera e propria caccia al tesoro, in qualche caso frustrante.
Ha complicato il lavoro anche la divisione in zone della città. Amministrativamente, Milano è divisa in 9 Municipi ma si tratta di zone enormi, mediamente con oltre centomila abitanti ciascuna (considerando che gli abitanti di Milano sono 1,4 milioni). Nella pratica tutti usano le divisioni “Milano Nord”, “Sud Est” etc. Ma questi confini sono arbitrari, non ufficiali. Così che qualcuno potrebbe catalogare una pianta, per esempio, a Milano sud e un altro a Milano sud-est. Di conseguenza, per evitare ai lettori le stesse difficoltà che ho incontrato io, in questa pubblicazione ho optato per una rappresentazione mista, accorpando le piante in zone non molto estese (attraverso il Codice di avviamento postale). Mi accingo infine a realizzare una mappatura completa (con le mappe di Maps) così che ciascuno possa assai rapidamente costruirsi il proprio itinerario personalizzato di visita. Completeranno il sito una sezione (in via di allestimento) I dieci glicini più belli di Milano e, infine, il repertorio vero e proprio, una sorta di indice dei nomi con gli indirizzi in ordine alfabetico e il rimando alle pagine/schede che presentano la singola pianta. Posso comunque assicurare che non ho effettuato alcun “copia-incolla”, che ogni pianta presente in questo Repertorio, con il suo indirizzo e riferimento, è stata vista e fotografata direttamente da me. Non voglio che capiti al lettore ciò che tante volte mi è occorso, di recarmi presso un indirizzo e scoprire, dopo lunga e vana ricerca, che si trattava di una informazione sbagliata.
(*) – Tutte le illustrazioni di questa pagina sono quadri dipinti dall’artista russo Sergueï Toutounov. Nato nel 1958 a Mosca da una famiglia di pittori, è stato indirizzato alla pittura dal padre, Sergei Andréïevich. Diplomato “Pittore da cavalletto” nel 1980 presso il Sourikov Art Institute di Mosca, si trasferisce a Parigi nel 1982 dopo aver sposato una donna francese di origine russa, e lì ancora vive nel suo studio a Bussy-en-Othe. Toutounov è specializzato il ratratti naturalistici, e i glicini solo la sua grande passione.