Lo schernitore

Il piccolo (molto, molto  piccolo, pochi centimetri) uomo che guarda ridendo dall’abbaino di una casa in via Panska 29 è Lo Schernitore, una strana figura se ne sta nascosta per spiare e prendere in giro i malcapitati passanti. Molte le leggende metropolitane che accompagnano il personaggio. La più diffusa vuole che questo “schernitore” sarebbe un personaggio realmente esistito a Bratislava, che aveva l’odiosa abitudine di spiare i passanti e di rivolgere loro scherni e lazzi (ecco da dove viene il nome).

In realtà inseriamo “lo schernitore” in questa antologia solo per motivi … turistici.  Si tratta infatti di una minuscola statua in pietra (non in bronzo) che è molto più antica delle altre di cui stiamo parlando, visto che risale addirittura al Medioevo. (pare al 15° secolo), peraltro posizionata in via Panska solo molto tempo dopo la sua realizzazione. Se la versione più diffusa vuole che la statua dello schernitore, appunto, sia stata collocata in quella posizione dal proprietario della casa proprio per fare il verso a un vicino a quanto pare troppo curioso e sempre intento ad osservare le persone che passavano, un’altra versione, molto più dettagliata e corredata con tanto di nomi e di date, vorrebbe che la statua raffiguri tale Karol Kunz, uno scapolo innamorato della bella moglie del suo dirimpettaio Jakub Greifel, di nome Eva.

Tutti e tre – Karol, Eva e Jakub – vennero invitati nell’autunno del 1467 alla cerimonia di fondazione della prima università di Bratislava, l’Academia Istropolitana. Cerimonia superba, alla presenza del re ungherese Mattia Corvino, con centinaia di invitati e di commensali (non solo i membri dell’università ma anche la cittadinanza) al relativo banchetto. Karol, ubriaco, incurante della presenza del marito, rivolse a Eva attenzioni eccessive e invadenti, finchè il marito della donna si stufò e intervenne. Non è chiaro come si svolse il battibecco; si sa solo che Karol, ebbro e barcollante, cadde e finì con la faccia in una grande torta, fra l’ilarità generale. L’episodio – è ancora la tradizione a parlare – dette spunto agli studenti dell’Accademia per uno scherzo goliardico: in una notte costruirono la statua che andarono poi a collocare sulla casa di Jakub Greifel (proprio di fronte alla finestra di Karol). L’uomo se ne sarebbe vergognato tanto da prendere le sue cose e andare via per sempre da Presburgo. Un’altra versione, infine (molto più… modesta) vorrebbe che l’uomo raffigurato stia sporgendosi da un abbaino per vedere se l’acqua si sia ritirata dopo un’alluvione.