Pamataj

Fra i simulacri più rispettati di Bratislava sta il monumento all’olocausto, noto come Pamataj (termine che in slovacco significa “ricordare”). Si trova in Panská 100099/41, in una zona nevralgica fra lo sbarco del ponte Nuovo, il Duomo di san Martino  e la colonna della peste. Il monumento, che commemora le 105.000 vittime dell’Olocausto e della deportazione in Slovacchia, è stato progettato dallo scultore Milan Lukáč e dagli architetti Peter e Lucia Žalman. È stato collocato nel punto in cui sorgeva la sinagoga Neolog, demolita nel 1969. Il monumento è stato eretto nel 1996, è una scultura astratta che poggia su una piattaforma di granito e culmina con una stella di David e le parole Zachor e Pamätaj che significano appunto “ricorda” rispettivamente in ebraico e in slovacco. Due tavolette in rilievo simboleggiano la porta e le lapidi. Sui piatti compaiono ombre che vanno e vengono, simboleggiando coloro che non sono tornati e coloro che sono riusciti a tornare in vita. Accanto al monumento completa il memoriale un muro nero “dei ricordi” sul quale è incisa la sagoma della sinagoga distrutta. In questo luogo ogni 9 settembre si tiene la giornata dell’olocausto e delle vittime razziali (ebrei e rom), cioè i perseguitati dallo stato fascista slovacco, con una cerimonia commemorativa che prevede la deposizione di corone, discorsi di politici, presenza di ambasciatori, membri di diverse chiese e pubblico in generale.
La storia degli ebrei di Bratislava, che vivevano in questa città fin dal Medioevo, è stata tutta un susseguirsi di cacciate e ritorni. Bratislava divenne uno dei più importanti centri ebraici in Europa nel XIX secolo grazie al rabbino Chatam Sofer e alla sua jeshiva. In questa città c’erano tre sinagoghe. Quella ortodossa in via Zámocká fu fatta saltare in aria dai nazisti durante la seconda guerra mondiale e le rovine furono ripulite dai comunisti. La sinagoga Neolog, costruita in stile moresco sulla piazza Rybné nel 1893, fu demolita nel 1969 durante la costruzione del Ponte Nuovo che collegava una nuova zona residenziale sulla riva destra del Danubio con la Città Vecchia. Parte della Jewish Street e della piazza Rybné furono demolite. Oggi rimane solo una sinagoga ortodossa costruita nel 1923 sulla via Heydukova. La maggior parte degli ebrei di Bratislava morirono durante l’Olocausto e anche i sopravvissuti non furono i benvenuti dopo la guerra; spesso i pochi superstiti trovarono nuovi abitanti nelle loro case e decisero di emigrare in Palestina. La comunità ebraica di Bratislava oggigiorno è solo un vago ricordo di quella che era fino a ottant’anni fa.