Partiamo dal parco che scende lungo le pendici della collina su cui sorge il castello di Bratislava. Qui si trova la statua di Elisabetta d’Ungheria (7 luglio 1207 – 17 novembre 1231), conosciuta anche come Santa Elisabetta. Figlia di Andrea II re d’Ungheria, Galizia e Lodomiria, e della sua prima moglie Gertrude di Merania, passò la sua infanzia nel castello di Bratislava prima di trasferirsi in Germania.
Dopo la morte di suo marito, Ludwig di Turingia (morto nel 1227 a Otranto, mentre aspettava di imbarcarsi per la VI Crociata insieme con suo cugino Federico II), fece voto di povertà, entrò nel Terz’ordine francescano e dedicò la vita ai poveri e agli ammalati. Morta a ventiquattro anni nel 1231, canonizzata nel 1235 da papa Gregorio IX, la tradizione le assegna parecchie resurrezioni, in particolar modo quella di un giovane affogato e di due bambini, morti da tre e da cinque giorni, tutti tornati in vita dopo ripetute suppliche alla santa. È patrona dei panettieri e degli ospedalieri (secondo la tradizione, ha trasformato in rose i pani che aveva nascosto per i poveri e gli ammalati) ed è, con san Luigi dei Francesi, patrona principale del Terzo Ordine Regolare di San Francesco e dell’Ordine Francescano Secolare Santa Elisabetta d’Ungheria. La statua la raffigura in modo barocco, sontuosamente abbigliata, in piedi; tiene in mano un mazzo di rose (a ricordo del miracolo). Ai suoi piedi un malato con le stampelle. Curiosità: un’altra statua di Santa Elisabetta, in marmo, scolpita nel 1907 da Alojz Rigele si trova nel giardino Prepoštská su via Kapitulská, di proprietà della chiesa adiacente.


