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Nasce il Paese degli artisti

Non solo case a un euro. Allo spopolamento dei piccoli paesi italiani ci si può opporre con l’arma della cultura, vera leva per la rinascita del territorio. Rebeccu, piccola frazione del Comune di Bonorva in provincia di Sassari, situato su una collina che domina la regione del Meilogu ricca di storia, natura e archeologia, è un antico borgo medievale, totalmente disabitato, che si avvia a rifiorire intorno al progetto di una residenza permanente per artisti. Il progetto si chiama MusaMadre, nasce tre anni fa per volontà del Comune di Bonorva con il coordinamento organizzativo dell’Associazione Enti Locali e il sostegno della Fondazione di Sardegna, ed è portato avanti dalla direttrice artistica Valeria Orani, coadiuvata da un anno da Paolo Aniello.

Orani vanta una trentennale esperienza nell’ambito dell’organizzazione di spettacoli ed eventi. Fonda nel 2003 369gradi, la prima organizzazione italiana che si occupa di dare sostegno, promozione, gestione ai giovani che intendano avvicinarsi al teatro di innovazione. Orani, inoltre, da dieci anni fa la spola fra la Sardegna e New York, dove si occupa attivamente di mettere in relazione il mercato americano con la Cultura Italiana Contemporanea. Paolo Aniello si occupa di teatro e di eventi da una vita; è tra i fondatori, otto anni fa (insieme con Andrea Capaldi e Benedetto Sicca) di Mare Culturale Urbano e ha una lunga esperienza come project manager e curatore artistico di iniziative nel settore del teatro e delle performing arts, in ambito nazionale ed internazionale (in particolare ha ideato e gestito diversi progetti europei, tra cui il Projet Thierry Salmon e SPACE, progetto pilota europeo sulla mobilità artistica).
Quali gli obiettivi del progetto e su quali aspetti organizzativi fa leva? “Lavoreremo – spiega Paolo Aniello – su sperimentazione artistica, inclusione sociale e rigenerazione urbana. Il progetto che abbiamo concordato con il Comune di Bonorva ha la durata di dodici anni, un periodo sufficientemente lungo per riuscire a realizzare un’idea che ibrida residenzialità artistica e recettività turistica, per quanto in piccola scala”.
A Rebeccu è già stato allestito un ostello, e si sta rapidamente completando la riqualificazione delle prime nove residenze (già ristrutturate dal Comune di Bonorva), cinque delle quali saranno riservate per un turismo culturale di qualità. Il tutto, per il momento, ruota intorno al Festival MusaMadre, la cui quarta edizione si terrà dal 20 luglio al 10 agosto, proponendo un programma legato al concetto di “imperfezione”. “L’anno scorso – dice ancora Aniello – per il programma di residenza artistica Ischeliu (“Richiamo” in sardo) e per il Festival sono venuti artisti dall’Italia ma anche dagli Stati Uniti, dalla Francia, dalla Germania e dall’Inghilterra”.
Se è vero che il lavoro sta mutando molte delle sue caratteristiche, fra le quali si è ormai affermato lo smart working, cosa può esserci di meglio che lavorare, e contemporaneamente vivere, in uno splendido luogo baciato dalla natura? Pur essendo immerso nel paesaggio circostante, Rebeccu è facile da raggiungere. Da Milano ad Alghero in aereo, poi 50’ di macchina, si fa in due ore, così che è possibile andare e tornare in giornata. Nella piazza principale c’è già un ristorante; si chiama Su Lumarzu, è piccolo però ha già ricevuto molte lusinghiere recensioni su TripAdvisor. La chiesetta (dedicata a santa Giulia) è consacrata ma nel cortile ospita deliziose iniziative, musicali e artistiche. A breve, d’accordo con le associazioni del territorio, saranno agibili sentieri per il trekking e per passeggiate a cavallo. Un piccolo paradiso, insomma, che fornirà ulteriore motivo d’ispirazione per gli artisti che verranno a stanziarsi qui per lo sviluppo dei loro progetti professionali.
Paolo Aniello si è lasciato coinvolgere con tutta l’anima da questa esperienza inaspettata. “Il progetto si sviluppa misteriosamente in questo luogo molto concreto però avvolto da un alone di aura mistica – dice. Qua da 6mila anni si coltiva la vite, ci sono sorgenti d’acqua purissima. E c’è un’antica cultura di pace: nel periodo storico dei Giudicati la gente conveniva dai paesi e dalle città della pianura per fare la pace, per organizzare matrimoni e funerali. Era considerato un luogo neutrale, una specie di Svizzera. E come tutte le iniziative nella natura e per la natura questa esperienza sociale e umana era in mano alle donne, che sin da 8mila anni fa erano le protagoniste della vita familiare ma anche civile e industriale, riferimento per l’intera comunità”.
Questo woman power si avverte qua come una benedizione. Ma, attenzione, c’è anche una leggenda di segno opposto; la figlia di un re fu scacciata dal paese perché si rifiutò di sottostare al Giudizio sul proprio matrimonio e, andando via, gettò una maledizione per cui niente mai avrebbe attecchito in questo posto. La scommessa di MusaMadre (dopo che molti tentativi non andati a buon fine negli anni trascorsi) è proprio quella di rompere l’incantesimo, di avviare questa residenza permanente nel Paese dei giovani artisti che amino cimentarsi con la musica, la drammaturgia, la fotografia e il cinema.
I lavori fervono: nelle case abbandonate non sempre c’è la luce, manca il condizionamento e c’è la necessità di arredi con standard moderni, di collegamenti wireless al web. A collaborare fattivamente con l’organizzazione è arrivato anche lo stilista Antonio Marras, anch’egli incantato dalle prospettive del luogo. Numerosi, d’altro canto, sono gli enti e gli sponsor che credono nel progetto della residenza artistica permanente. Oltre al Comune di Bonorva, dalla Fondazione di Sardegna e dalla Regione Autonoma della Sardegna, troviamo la Fondazione Treccani, il progetto Fabulamundi Playwrighting Europe e l’Italian and American Playwrights Project.
Il progetto MusaMadre, oltre quaranta appuntamenti tra letteratura, arti performative, cinema, incontri e “passeggiate serendipitose” andrà oltre il festival, si svolgerà fino a novembre nel paese e nei siti archeologici e naturali del territorio con un progetto culturale complesso il cui obiettivo è quello di riportare vitalità nel territorio eleggendo Rebeccu quale luogo ideale per la pratica dell’arte dell’ospitalità. Storia, natura, archeologia, bellezza; gli ingredienti ci sono tutti per far nascere e consolidare un progetto che sia al tempo stesso professionale ed esperenziale.
Il progetto MusaMadre, in omaggio alla sua internazionalità – e anche grazie ai collegamenti in terra d’America di Valeria Orani – verrà presentato a NewYork in due successive serate, il 31 maggio e il 2 giugno.

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